ovvero, come una giovane libraia impara a volare

Non ricordo la prima volta che è entrata in libreria. Ricordo però che era estate e mi colpì il tatuaggio che le circonda la spalla e scende sulla schiena e sul braccio. Un fiore, ho scoperto dopo essere una bougainvillea, che con estrema semplicità le donava qualcosa di unico. Lei, due occhi trasparenti, e un fidanzato sorridente e silenzioso. Iniziammo a parlare di scrittori americani. Avevamo aperto da pochissimo la Libreria Volante e stavo spacciando DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA a tutta Lecco. Uscì dalla libreria con Yates e L’OPERA GALLEGGIANTE di John Barth, del catalogo minimum fax.

Tornarono, ci presentammo ma aveva un nome difficile da ricordare. La terza volta le chiesi meglio. “Shanti, che starebbe per Shantala.” Mi tenni ancora la curiosità (forse, non ricordo bene, e tenermi la curiosità non sarebbe da me) e solo qualche incontro dopo le chiesi da dove venisse quel nome.

Non ci fermammo ai libri e condividemmo impressioni sul cinema, teatro. Da nuova arrivata in quel di Lecco, chiesi a loro come passare le sere estive. Hanno qualche anno meno di me, Shanti e Alessandro, e sono proprio due ganzi. Insomma, questo per dirvi che divennero presto tra i frequentatori più assidui della libreria. Imparai a conoscere bene i loro gusti, fu divertente preparare insieme la valigia letteraria della loro estate newyorkese.

Inizia l’autunno. Una mattina Shanti mi chiede un appuntamento per un caffè. Mentre me lo chiede, lì in libreria una mattina all’apertura, mi parla subito del motivo: si era appena licenziata e avrebbe voluto imparare la vita della libreria. Lavorare con me alla Libreria Volante.

Immagino che tutti si rendano conto di quanto sia difficile avviare, e con poche lire in tasca, una libreria. Il lavoro è tantissimo e la possibilità di assumere pari a zero, almeno all’inizio. E noi eravamo all’inizio. Senza contare che sono in tanti i ragazzi che portano curricula e ai quali dobbiamo dire no, proprio per questi motivi. Ma Shanti mi piaceva: la sua sicurezza, la sua fame di libri e il suo modo critico di parlarne. Ci avrei pensato e se avessimo trovato una formula che fosse convincente, avemmo iniziato a lavorare insieme.

Da gennaio è con noi. Mattina o pomeriggio, Shanti sta imparando come funziona una libreria. L’esordio è stato con l’inventario. Una settimana a porte chiuse, con scatole e scatoloni di libri da inventariare e rendere: un lavoro da magazzinieri provetti. Un lavoro stancante, ma i pic nic in libreria e le risate resero tutto può leggero. E chiacchierare come ragazzine alla prima vacanza da sole in campeggio.

Prende appunti, Shanti. Sulla sua agenda nera. Fa poche domande, precise. Agisce ma mai a caso. È un ragazza molto pratica con una intelligenza curiosa e coraggiosa. Oggi, passati alcuni mesi, mi piace ascoltarla mentre consiglia ai clienti. Ascolta le loro storie (perché ogni persona che entra in libreria e chiede un libro sta già raccontando una storia) e risponde con un libro. Legge. Legge tantissimo e questa è una delle cose che più serve in libreria.

Quindi, quando vedete nelle foto una giovane donna con gli occhi azzurri, è lei Shanti. Ed è una gioia sentirla ragionare di libri e lavorarci insieme. Un altro buon motivo per venire alla Libreria Volante, credetemi!

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