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Storie che si intrecciano, come i rami di un bonsai

Due racconti che si intrecciano per atmosfera e temi narrati, tanto che Sellerio sceglie di pubblicarli insieme in questo libro appena uscito, con un titolo che li racchiude: “Storie di alberi e bonsai”.

Il primo, inedito da noi, si intitola “La vita privata degli alberi”; il secondo, già uscito in Italia nel 2007, semplicemente “Bonsai”. E il bonsai, un piccolo albero la cui cura è un’arte, una dedizione che diventa quasi una scelta di vita, compare nel primo racconto come nel secondo. Anzi, compare in un racconto nel racconto. Si, perche il mondo di Zambra è metanarrativo.

“La vita privata degli alberi” segue la notte di Julian, aspirante scrittore tra i trenta e i quarant’anni, a casa con Daniela, la figlia di otto anni di sua moglie Veronica, uscita per andare al corso di disegno come tutte le settimane. Solo che questa sera Veronica non rientra e né Julian, né Daniela né noi lettori sappiamo il perché. Con loro aspettiamo il suo ritorno, ipotizzando incidenti in macchina o tradimenti con l’insegnante di disegno. Per addormentare Daniela e per tenere la mente distratta da brutti pensieri, Julian inventa storie di alberi parlanti. Ai mondi un magici evocati dalla fantasia si intrecciano i ricordi del passato di Julian e Veronica, di quando lei consegnava dolci artigianali a domicilio e lui, per poterla rivedere, mangiava la torta de tres leches a colazione, pranzo e cena, conquistando prima un paio di taglie in più e poi la fiducia della pasticciera. E di quando lui, prima di conoscerla, aveva una relazione con Karla, una donna disturbata e molto assente. “Karla è una donna che non c’era”. “Veronica è una donna che non arriva”. E che non sappiamo se arriverà.

In “Bonsai”, Julio – anche lui aspirante scrittore – conosce un anziano narratore, Gazmuri, e vuole lavorare per lui, trascrivendo a computer il suo ultimo romanzo, la storia di un uomo che viene a conoscenza della morte della sua prima ragazza con la quale aveva deciso di comprare e curare un bonsai a simbolo della loro unione . Quando però a Julio viene preferita una persona che chiede un minor compenso, il giovane non ha il coraggio di dirlo a Bianca, la vicina di casa con cui ha una relazione. Inizia cosi una messinscena per evitare di deluderla: Julio scrive un romanzo, fingendo che sia quello di Gazmuri, in cui racconta le vicende di se stesso ed Emilia, la sua fidanzata di quando era studente. I due si amavano di un amore totale e sfrontato, tipico della giovane età, vissuto con la certezza di essere meglio degli ” altri”. Una relazione quasi simbiotica, in cui finiranno ad assomigliarsi sempre più, come sottolinea Anita, amica e coinquilina di Emilia. A questa provocazione, la giovane innamorata ribatte con una frase tanto vera quanto semplice – secondo me una delle più belle del racconto – “Che senso ha stare con una persona se non ti cambia la vita?”.

Zambra è poeta e scrittore, oltre che professore, e la poesia entra fortemente nei suoi racconti, sia per le molte citazioni presenti, sia per lo stile asciutto e preciso, dolce ed evocativo. Autore cileno capace di raccontare molto bene il suo paese e allo stesso tempo di entrare nell’intimità delle relazioni personali, sempre con grazia e delicatezza.
Per per goderselo davvero, ascoltate Violeta Parra mentre lo leggete… sinestesia pura!

Storie di alberi e bonsai, Alejandro Zambra, Sellerio, pp. 139, euro 14.
ISBN 9788838938008

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